La rupe tarpea e l’oscena ignoranza di quel signore…

La rupe tarpea e l’ignorante oscenità di quel signore.

Quel signore che questi giorni è passato agli onori della cronaca per aver invocato il ripristino dell’usanza di gettare dalla rupe tarpea i soggetti malformati e quindi inabili.

Una enorme gigantesca ignominiosa panzana.

Una balla oltre che un’ ignominia.

In primo perché i romani mai si son sognati di gettare dalla rupe tarpea i nati malformati. Di là, da quello strapiombo del colle del campidoglio, gettavano i traditori in quanto in questo modo si gettavano materialmente fuori dall’urbe come segno di infamia.

Secondo ci si potrebbe richiamare all’usanza spartana degli spartiati (la casta dominante) di gettare dalla rupe i neonati malformati o sottopeso. Una balla. Gli spartani non gettavano nessuno da nessuna parte ma li abbandonavano in mezzo alle foreste del monte Taigeto (che non era una rupe) lasciando i malcapitati a una fine ben più orrenda a morire dal freddo o sbranati da qualche fiera.

Ma richiamandosi alla tradizione spartana di selezione del migliore ci si dovrebbe soffermare sul perché di questa selezione. Gli spartani avevano una società arretrata divisa in caste in cui quella dominante era guerriera. I bimbi dell’aristocrazia spartana venivano, ancora infanti, strappati alle cure materne e sottoposti a duri allenamenti. Il loro primo insegnamento? Tagliare le canne del fiume per ricavarne quello che sarebbe stato il giaciglio sino alla fine dell’addestramento. Per chi fosse sopravvissuto ovviamente. Le arti erano considerate zero. Gli artisti nulla. O men che nulla. Mani inabili alla guerra. Un ignominia. Una sventura per la famiglia che ne avesse allevati.

Ora il nostro eroe la cui biografia trovate su wikipedia che cosa fa ed ha sempre fatto? Il musico. Un mangiapane a tradimento in quella sparta cui si è impropriamente ed ignorantemente richiamato.

Un personaggio del genere non merita nemmeno che il suo nome venga menzionato. E perché ignobile nelle sue affermazioni e perché ignorante nei suoi richiami e perché stupido nel suo negare il suo diritto stesso all’esistenza.

Per inciso. Di sparta oggi non si parla. Ma della gloria di atene si. Della sua cultura, della sua democrazia. Ancora oggi è un esempio, un fondamento. Li le arti trovavano degna gloria, fama e l’eternità sopravvivendo nel ricordo e nelle architetture.

Proprio vero, la madre degli idioti è sempre incinta. O degli iloti?

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Pet Ale
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Una risposta a La rupe tarpea e l’oscena ignoranza di quel signore…

  1. Paolo Sizzi ha detto:

    Una società pura, sana, ariana, deve stare al passo col più forte: ebrei, meticci, allogeni, sodomiti, mongoloidi, italiani etnici (terroni) sono una zavorra che annichilisce la perfezione e deturpa la qualità iperborea del Bianco normodotato ed eterosessuale.

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